Megaliti

stoneageMegaliti pietre misteriose dai grandi poteri
Nel periodo che va da 8000 a 5000 anni fa, i nostri progenitori si resero protagonisti di uno di quei cambiamenti che definire rivoluzionari o epocali sembra addirittura riduttivo. Infatti e in quel periodo che molte delle popolazioni che all’epoca abitavano la terra cominciarono ad abbandonare il nomadismo, scoprendo l’agricoltura e l’allevamento.
Ed e’ anche in questo periodo che i nostri progenitori cominciarono ad edificare in luoghi particolari imponenti strutture dal significato per molti aspetti ancora misterioso. Come solitamente succede in questi casi una della cose che maggiormente meraviglia gli studiosi e’ che queste strutture hanno tratti e caratteristiche comuni nonostante in molti casi siano situate in zone lontanissime tra di loro, addirittura in continenti diversi.
E’ chiaro che queste strutture hanno un’architettura particolarmente semplice, si tratta in molti casi di enormi massi disposti verticalmente. Cio’ che attrae la curiosita’ degli studiosi tuttavia e’ non solo il modo in cui questi massi vengono disposti, quasi sempre in forma circolare, ma soprattutto i luoghi ove essi venivano costruiti. Recenti ricerche, infatti, hanno appurato che i megaliti, sia quelli solitari che quelli posizionati in circolo, si trovano in zone interessate da linee di faglia, vale a dire in corrispondenza di spaccature della crosta terrestre.
E se molti scettici parlano di pura coincidenza, ci sono prove sufficienti che lasciano pensare che i nostri antenati non sceglievano a caso quei luoghi per erigere le queste strutture che, inutile dirlo, avevano sempre un aspetto religioso. Infatti non solo tutti i megaliti esistenti fra Galles e Gran Bretagna, la zone maggiormente interessata al fenomeno, si trovano lungo linee di faglia, ma anche in altre zone del modo questo e’ un tratto comune che caratterizza i siti ove venivano eretti megaliti o centri per cerimonie sacre. Si pensi, ad esempio all’Islanda, dove in una vallata a pendii scoscesi chiamata Thingvellin gli antichi abitanti dell’isola eressero un centro per cerimonie sacre chiamato Althing, e questa zona si trova lungo una linea di faglia. Ancora, nell’ambito delle popolazioni precolombiane presso Wupakti una popolazione che gli indiani Hopi chiamavano Hisatsinom (letteralmente popolo di tanto tempo fa) aveva costruito edifici di culto in corrispondenza di un sistema di faglieli 198 milioni di metri cubi, e fra queste rovine vi sono numerosi buchi che soffiano, cioe’ aperture nel terreno che hanno la straordinaria proprieta’ di aspirare l’aria fresca della notte per espellerla di giorno: chi si avvicina puo’ chiaramente sentire distintamente la corrente d’aria che esce dai buchi.
2000 anni fa gli indiani Hopewell costruirono su un’aria di faglia un effige in terra lunga oltre 400 metri rappresentante una bocca di serpente.

Molti altri esempi di questo tipo e’ possibile fare, ma a questo punto cio’ che maggiormente interssa e’ capire perche’ i nostri antenati erano così interessati a costruire tali opere in corrispondenza delle zone di faglia.La risposta piu’ attendibile data dagli studiosi e’ che tali zone sono fonti di energia ambientale di vario tipo, tra cui il fenomeno delle luci terrestri.
Quale sia l’origine fisica di tali luci ancore non e’ stato appurato, potrebbe trattarsi di elettromagnetismo, o anche di una forma di energia ancora non identificata.
Attorno ai megaliti in Inghilterra e Galles sono state spesso avvistate strane bolle di luce galleggianti: stessi avvistamenti sono comuni presso i lughi sacri di molte tribu’ degli indiani d’America. Addirittura, la tribu’ Yakima, che viveva dove adesso c’e’ lo stato di Washington, usavano le luci per trarre profezie; i lore confinanti, gli indiani Snohomish;, credevano che queste luci fossero porte per il mondo ultraterreno. Tali credenze trovano echi simili presso altre tribu’ indigene del Nord e del Sud America, nonche’ presoo gli aborigeni australiani, o le popolazioni indigene di molte isole del pacifico.
Sembra, quindi, piu’ che verosimile che gli antichi costruttori di questi monumenti fossero a conoscenza dei luoghi in cui si manifestavano tali luci.
Ma un’altra ragione rendevano maggiormente interessanti tali luci per i nostri antenati, una loro proprieta’ scoperta di recente da un docente di neurologia dell’universita’ dell’Ontario, in Canada, il professor M. e’ersinger, il quale dopo aver studiato a fondo il fenomeno ha scoperto che le luci provocano un forte campo elettromagnetico che possono influenzare il lobo temporale del cervello, generando alterazioni mentali come stato ipnotico, visioni, percezioni extrasensoriali ed esperienze extracorporee. E se questi fenomeni vengono considerati da noi moderni come manifestazioni patologiche, per le societa’ tribali esse erano indubitabilmente opera di poteri magici. E’ chiaro quindi il perche’ molte costruzioni pere il culto furono erette in questi luoghi, ed e’ anche molto probabile, quindi, che le luci potevano essere usate come parte integrante di riti magici svolgendo la stessa funzione di piante ed erbe allucinogene. Da recenti ricerche risulta che l’energia che genera le luci terrestri si ponga al limite della visibilita’, ondeggiando di qua e di la’. Forse questa forma di energia e’ molto simile a impercettibili ma potenti forze che gli antichi immaginavano scorrere all’interno della natura e che gli antichi cinesi chiamavano Ch’i. Forse gli antichi sciamani eranio in grado di percepire ed entrare in comunione con tali forze della natura, cosa che la scienza moderna non e’ ancora in grado di riconoscere.

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